Come risolvere i problemi 
più complessi del mondo

 In Approfondimenti

Nel libro Wicked & Wise , gli autori Alan Watkins e Ken Wilber propongono fin dal sottotitolo “Come risolvere i problemi più complessi del mondo” adottando l’approccio integrale, ossia tipico della Teoria Integrale.

Gli autori trattano in particolare quella categoria di problemi che appaiono per definizione inestricabili, così complessi da generare un senso di fatalismo sia personale che sociale. Frsi tipiche “Così è la vita… Non ci si può fare niente… l’umanità merita di estinguersi…”

Sono i i wicked problems, che potremmo tradurre in “Problemi contorti” o “Inestricabili”.

Il primo errore che commettiamo, quando li affrontiamo, è non riconoscere la loro natura peculiare.

I wicked problems hanno raggiunto un tale livello di emergenza da minacciare il futuro dell’umanità. Ricordiamone alcuni:

  • minaccia terroristica
  • disuguaglianza sociale e povertà
  • cambiamento climatico
  • di guerra nel mondo
  • crisi economica, ecc.

La ragione principale per cui la maggior parte delle volte non c’è alcun progresso con questo tipo di problemi è che non riconosciamo la natura del problema.[…] “Il problema” non è proprio il problema, il vero problema è la nostra mancanza di comprensione del problema. […] Il primo passo per portare un nuovo livello di comprensione sulla natura di tali questioni estremamente complesse o contorte è sezionarne ogni singolo aspetto.”

Alan Watkins, Ken Wilber – Wicked & Wise. How to Solve the World Thoughest Problems

Non si tratta quindi di problemi irrisolvibili, ma di un tipo di problemi che richiedono un approccio differente.

La storia della evoluzione umana getta una luce di speranza su questo scenario. Occorre infatti comprendere che le radici di tali questioni poggiano sulla essenza stessa della nostra evoluzione. Riconoscerlo è il primo passo. Decidere di compiere il prossimo avanzamento evolutivo in maniera consapevole è il secondo. In questo ci viene in soccorso la Visione Integrale.

Vediamo in questo articolo quali sono le radici evolutive dei wicked problems.

Nel prossimo analizzeremo quali prospettive si aprono per la loro soluzione.

Innanzitutto occorre evidenziare che di pari passo con l’evoluzione dell’umanità si sono evoluti anche i suoi problemi.

 

L’evoluzione dell’umanità corrisponde con la crescita dei suoi problemi

 

Dal punto di vista collettivo e oggettivo (non spirituale o psicologico) finora l’umanità ha vissuto 4 grandi ere. La prima fu l’Era dei cacciatori-raccoglitori, che durò circa 200.000 anni. In quegli anni, la vita era piuttosto semplice: cacciare, raccogliere, sopravvivere e prolificare erano le occupazioni degli esseri umani.

 

L’Era dei Cacciatori-raccoglitori: 200.000 anni

Questi nostri antenati non si trovavano ad affrontare problemi apparentemente irrisolvibili come il riscaldamento globale, la lotta alla povertà o i conflitti in Medio Oriente.

Se questioni di tale gravità non si erano manifestate non era a causa di un presunta superiorità morale degli antichi (quello del buon selvaggio è un mito consolatorio) quanto piuttosto per via del fatto che creare tali problemi richiede l’interazione di molte cause e di molti uomini. Sulla Terra, all’epoca, non c’erano abbastanza umani da creare un tale livello di complessità. Le tribù vivevano a grande distanza l’una dall’altra, senza influenzarsi a vicenda più di tanto.

 

L’Era Agraria: 10.000 anni

Col l’evoluzione culturale, diventammo più sofisticati e creativi, ma in parallelo accrescemmo anche il nostro potenziale distruttivo. Da cacciatori raccoglitori nomadi ci trasformammo in agricoltori, varando la seconda era, detta Era Agraria, ne corso della quale costruimmo città, colmammo i granai e inventammo corpi di polizie ed eserciti per proteggerli. In questa era, durata circa 10.000 anni, proliferammo e interagimmo collettivamente con maggiore intensità, nel bene e nel male. Si estese la pratica del commercio, ma anche quella della guerra.

Le civiltà si ibridarono pacificamente ma anche bellicosamente. In questo periodo civiltà avanzate nacquero e caddero: i Maya, gli Aztechi, gli Egizi, i Greci, i Romani. E in tutti questi millenni, le conoscenze a disposizione dell’umanità aumentarono. Come si costruisce un aratro, la di rotazione delle colture, edilizia, astronomia, religioni, sistemi di credenze… Lo sviluppo della conoscenza, e non più la biologia (che ha plasmato il nostro cervello) si impose come principale fattore evolutivo della specie umana.

 

L’Era Industriale: 200-300 anni

Quest’era, dett anche era moderna, durò 200-300 anni fu e fu un periodo di enorme creatività e di invenzioni rese possibili dall’Illuminismo. La ragione si impose come fulcro di una nuova visione del mondo, che riconosceva all’intelligenza logico-razionale il potere di decodificare la realtà e di plasmarla.

Di fatto, quando si passò dalla fiducia incondizionata nella verità rivelata alla verità ricercata attraverso la ragione, la storia umana entrò in una nuova era di possibilità che tuttora hanno infinite incarnazioni, dalla medicina alle telecomunicazioni, dai trasporti all’urbanistica, con un trasferimento in masso della popolazione mondiale nelle metropoli, che oggi ospitano più della metà degli esseri umani. Contemporaneamente il livello di complessità dei problemi globali cresceva vertiginosamente: dall’inquinamento globale, allo sfruttamento delle risorse naturali, alle guerre mondiali…

 

L’era Post-moderna: 100 anni

Dopo l’era moderna, o industriale, venne l’era attuale, della post-industriale,o post-moderna. Essa è contraddistinta dall’incremento del settore dei servizi ed è nota anche come Era dell’Informazione. Si stima che durerà altri 70 anni circa, con tutto il suo carico di wicked problems. Facciamo un rapido confronto. La prima era è durata 200.000 anni, l’ultima durerà circa 100. E la velocità dello sviluppo aumenterà ancora.

 

La curva di raddoppio della conoscenza

 

E qui si apre un tema cruciale per comprendere l’era in cui viviamo e perché possiamo essere relativamente ottimisti sul futuro dell’umanità.

“Negli anni 80 il futurologo e inventore Backminster Fuller propose la teoria della curva di raddoppio della conoscenza. Fuller aveva notato che più conoscenza accumuliamo, più rapidamente ne creiamo altra. Prima del 1900, la somma totale della conoscenza umana raddoppiava ogni 100 anni circa. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, la conoscenza globale raddoppiava ogni 25 anni. Oggi lo fa mediamente ogni 13 mesi. Di questo passo presto la conoscenza globale raddoppierà circa due volte al giorno.”

Alan Watkins, Ken Wilber

Ecco perché occorsero 200.000 anni per uscire dalla prima e solo 100.000 per passare dalla seconda (agraria) alla terza: l’Era Industriale. La regola è questa: più diventiamo numerosi e creativi come specie umana, più sono complicati e interconnessi i problemi che ci troviamo ad affrontare.

Ma non dobbiamo temere la complessità. In effetti che i problemi di fronte a noi siano così complessi è il segno che ci stiamo evolvendo e che si evolvono di conseguenza anche le prospettive metodologiche che possiamo adottare per risolvere i problemi più complessi. Di fatto, è proprio quello che sta succedendo, con l’avvento della Teoria Integrale.

Nel prossimo articolo vedremo insieme perché possiamo essere relativamente ottimisti sul futuro della evoluzione umana, anche all’ombra dei wicked problems, i problemi contorti.

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