MEDITAZIONE

La consapevolezza dell’illusorietà di ogni confine
e realizzazione della nostra radicale identità con il Tutto.

meditazione
L

La meditazione non è un percorso facile per buttarsi alle spalle i problemi, non colora di rosa il mondo ma è un modo radicale di metterci di fronte ai nostri automatismi e visioni parziali della realtà. Inizialmente è faticosa, destabilizzante e frustrante, ma entrare in uno stato di quiete mentale è il presupposto essenziale per poter andare “al di là del conosciuto”, come insegna il filosofo e maestro spirituale Jiddu Krishnamurti.

Saper discriminare tra l’importanza del pensare e l’illusorietà dei pensieri apre orizzonti che altrimenti ci sono preclusi. Pensare è, per sua natura, un incessante tracciare linee di confine, creando separazioni dove in realtà non esistono, perché la realtà altro non è che un “tessuto senza cuciture”. Riconoscere l’unità fondamentale della realtà permette accedere ad uno stato di coscienza inclusivo e profondo sempre presente al di là di ogni costrutto “intellettuale”, che abbraccia ciò che emerge nel momento presente per quello che è, senza giudizi a priori.

Questo non vuol dire passiva accettazione di ciò che accade e neppure narcisistica presunzione di averne il merito, ma consapevolezza di essere processo creativo in azione e rendersi conto che possiamo co-creare ed evolvere consapevolmente.

La pratica

La meditazione fin dall’antichità è stata una componente essenziale di tutte le tradizioni religiose e spirituali. Una pratica che comporta lo sviluppo della capacità di auto-regolare l’attività mentale, sviluppare la compassione, coltivare lo spirito. 
Esistono due forme principali di meditazione: la concentrazione, Shamata, dove ci si focalizza su un solo punto, un mantra o un mandala, escludendo tutto il resto; e la consapevolezza, Vipassana, in cui si accoglie tutto quello che è nel nostro campo di coscienza senza attaccamento alcuno.

In una prospettiva Integrale piuttosto che spingere ad una contrazione forzata è preferibile incoraggiare e sostenere il processo di apertura e inclusione di tutto ciò che emerge sull’orizzonte.

Ogni volta che il soggetto (noi che facciamo l’esperienza) diventa oggetto (noi che osserviamo l’esperienza) lo spostamento prospettico trascende il vissuto del momento includendolo in un più ampio abbraccio consapevole.

La Mindfulness Integrale, la pratica meditativa proposta dall’accademia, si fonda su questo spostamento di punto di vista su questo progressivo ampliamento di coscienza invitandoci a coltivare la relazione con la nostra vera essenza che è pura consapevolezza.