DIALOGO

Ascoltare e accogliere senza giudizio nè ricette

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La dimensione relazionale si fonda sulla comunicazione con se stessi e sul prestare ascolto alla voce delle emozioni, dei pensieri, dei sentimenti. In una società che veicola solo mezzi di distrazione di massa, perdere la connessione con se stessi affievolisce la qualità della comunicazione con  gli altri.

Da questa carenza nascono molte se non tutte le nostre difficoltà e la vita diventa un terreno pieno di ostacoli che non sappiamo più come affrontare. Ansia, paura, senso di solitudine crescono su questo terreno arido, aumentando lo stato di disagio. Quando sopraggiungono stress improvvisi, inattesi, radicali, mettendoci di fronte alla fragilità della condizione umana, la cronica mancanza di connessione con l’interiorità non fa che aggravare la situazione di disorientamento e sconforto.

Il counseling si fonda sulla capacità di ascoltare senza giudicare, di accogliere l’altro con spirito aperto e interesse, di attenzione e curiosità per la sua vita, proponendo un atteggiamento di apertura che dovremmo avere verso noi stessi e gli altri.. Un atteggiamento sensibile ed empatico, che nutre e sostiene silenziosamente con discrezione, accettando pienamente l’altra persona per quella che è in quel momento.

Il counselor sta nella relazione d’aiuto senza proporre soluzioni ma con ferma convinzione che è la via dell’interiorità il “passaggio stretto” che permette di attingere di nuovo alle proprie risorse profonde. Valorizzando il potenziale umano e la sua forza creativa, il counseling sostiene quella che potremmo definire la nostra innata spinta evolutiva spirituale.

Le origini del Counseling

Il Counseling come forma di “relazione d’aiuto” nasce negli anni ‘60 con il modello proposto da Carl Rogers e Rollo May e viene poi sviluppato integrandolo con la teoria della Gestalt. Tra gli anni ‘60 e ‘70 nascono altre forme di counseling come la Psicosintesi di Roberto Assagioli e gli approcci detti a “mediazione corporea”, nei quali si lavora con il corpo e con le emozioni oltre che con la parola. Negli anni ‘80 con Gerd Achenbach nasce la “consulenza filosofica” e il counseling si arricchisce di una maggior consapevolezza della capacità vivificante del dialogo.Oggi il counseling è presente in molti ambiti anche olistici dove va ad integrare discipline non verbali e pratiche intuitive con un necessario elemento di ascolto entro un setting più strutturato.